Pubblichiamo un brano del libro IL PADRE DOV'ERA (Sugarco 2013) di G. Ricci relativo alla questione della madre. L'esergo è una poesia di P. P. Pasolini
"Che madri avete avuto":
"Che madri avete avuto":
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d’amore,
se non d’un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v’hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.
Non c’è domanda più radicale, e al tempo stesso più intima, che interroga così insistentemente come questa Ballata delle madri scritta da Pasolini: “Mi domando che madri avete avuto”. Ossia: che sguardo hanno avuto per i loro figli, che cosa hanno inteso di loro, come lo hanno amato, come si è coniugato il loro desiderio verso il figlio. La lirica di Pasolini gronda di amore e di rabbia, esprime il “dolore di essere uomini” e indica una sorta di desolante maledizione.
Non si tratta, come spesso evoca una certa retorica buonista, del tenero amore del figlio verso la madre. Piuttosto è il contrario: è l’amore “sordidamente muto” della madre a risultare tragico, “mostruoso”. Pasolini in un’intervista ammette di aver pensato per molto tempo a qualcosa di inquietante: “L’insieme della mia vita eroica ed emotiva (credevo che) fosse il risultato del mio amore eccessivo, quasi mostruoso verso mia madre”. Questa mostruosità in effetti è sempre sul punto di ribaltarsi fino a coincidere con la lucida consapevolezza di essere oggetto d’amore esclusivo e privilegiato da parte della madre.
In un’altra poesia dal titolo Supplica a mia madre, il poeta scrive parole incandescenti: “Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:/è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia./ Sei insostituibile. Per questo è dannata/ alla solitudine la vita che mi hai dato./ E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame/d’amore, dell’amore di corpi senza anima (...)"
Che madri avete avuto. Questione che è il fulcro della soggettività umana. L’esito riguarda la sessualità del figlio, la sua possibilità di amare una donna che non sia la propria madre. Riguarda la possibilità di impostare con una donna un progetto di vita nel nome di una relazione d’amore. Riguarda anche la natura del legame con gli altri e con l’altro sesso, l’affettività, la propria identità maschile e altro. Molta letteratura psicanalitica ha posto l’accento sulla madre divorante, castratrice. Tuttavia c’è madre e madre.
In un’altra poesia dal titolo Supplica a mia madre, il poeta scrive parole incandescenti: “Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:/è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia./ Sei insostituibile. Per questo è dannata/ alla solitudine la vita che mi hai dato./ E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame/d’amore, dell’amore di corpi senza anima (...)"
Che madri avete avuto. Questione che è il fulcro della soggettività umana. L’esito riguarda la sessualità del figlio, la sua possibilità di amare una donna che non sia la propria madre. Riguarda la possibilità di impostare con una donna un progetto di vita nel nome di una relazione d’amore. Riguarda anche la natura del legame con gli altri e con l’altro sesso, l’affettività, la propria identità maschile e altro. Molta letteratura psicanalitica ha posto l’accento sulla madre divorante, castratrice. Tuttavia c’è madre e madre.



